Le ragioni di un nome, in attesa di un nome

Qui sul balcone del mio appartamento a Verona, abbandonato su una poltrona in una sera estiva mitigata da una gradevolissima brezza, mentre scivolo pigramente in una pausa dalla lettura di un ottimo libro, assaporo una improvvisa, inattesa, spensierata pace. Le stelle in cielo, una musica in lontananza, il palazzo bianco che mi circonda: potrei essere a Gerusalemme, a Beirut o a Damasco, mi figuro in qualche città del Vicino Oriente.

Nessun dispiacere o preoccupazione sembre potermi raggiungere ora, nulla può adombrarmi nemmeno se provassi a concentrarvi il pensiero, non potrebbe fare presa.
È qui che è nata la risoluzione di creare questo blog, idea che già da qualche giorno aveva fatto capolino nel quotidiano continuo susseguirsi delle fermate del bus.
Si tratta un progetto spaventoso, a dire il vero. Un mostro perché divoratore di tempo e perché senza una precisa identità, un oggetto sociale, una finalità chiara: pensieri vari pubblicati nell’etere. Un mostro, un monstrum, che poi è ciò che penso vogliano tutti gli autori di blog come questo (se ne esistono), un visibile tributo alla propria vanità che deve mostrare sé stessa.

Ora servirà un nome, uno di quelli accattivanti, intelligenti e spiritosi che possano occhieggiare al bel mondo, quel poco di misteriosi per suscitare curiosità intellettuale, non pesante per non scoraggiare il povero “internauta” incuriosito, per non spegnere sul nascere la possibilità di un effimero click sul link di questo nascente blog: d’altronde per i contenuti del blog non ho nomi altisonanti da sfoderare, io. Sono legittimato a questi mezzucci pubblicitari.
Certo che interrompere così l’entusiasmo iniziale, frenarlo per la sola necessità di trovare il nome più adatto sotto cui raccogliere questo progetto (a questo sono arrivato ormai, un progetto!), mi sembra il classico modo per farlo morire sul nascere. Da qui l’idea di non dare un nome, non ancora almeno: intanto inizio, poi col tempo verrà anche il nome.
Sospetto che non si tratti di una trovata originale e che con una semplice ricerca certamente potrei confermare questo mio sospetto… ma non è importante, tanto più che in quest’epoca postmoderna la ricerca di qualcosa di nuovo e originale pare sia da scartare a priori, da non contemplarsi nemmeno per ipotesi.

[Aggiornamento] Finché pubblicherò su questo mio vecchissimo blog, che ho ripulito dei precedenti articoli, utilizzerò l’ultimo nome che gli avevo dato.

Regole del blog e avvisi importanti

Gli ultimi minuti prima di rientrare li spenderò per queste Regole del blog:

  1. Ogni cosa che scriverò su questo blog apparirà senza alcuna forma di periodicità e in ordine casuale, sulla sola base dei miei interessi personali.
  2. Quanto pubblicato sarà soggetto a continua revisione e quindi i testi cambieranno nel tempo: cercherò comunque di segnalarlo nel modo più chiaro possibile, per quella che sento una doverosa correttezza nei confronti del lettore.